Spotlight: Naomi Muirhead

For this series of Spotlight Interviews we’ll be introducing our Creative People in Florence/Florence Design Week Team!  Creative People in Florence is working with a fantastic group of talented designers and artists to produce an exciting series of events for Florence Design Week, from May 27-31 .    Naomi-30

Naomi Muirhead makes jewelry and collages using vintage ephemera, Italian maps, letters, photos, watch parts, game pieces, found objects, furniture and other materials, repurposed for a new life while honoring the past imprint of the object’s history. Originally from the Chicago area, she has also resided in Madrid, Seattle, San Francisco. Since 2000 she has lived and worked in Florence where she teaches university‐level jewelry courses. She has degrees in painting, interior architecture, and jewelry arts, and has exhibited and sold her work in the US and Europe.

Naomi Muirhead, originaria della zona di Chicago, dopo aver vissuto a Madrid, Seattle e San Francisco, e dopo essersi laureata in pittura, architettura di interni e gioielleria nonché aver esposto e venduto i suoi lavori in America e in gran parte dell’Europa, dal 2004 vive e lavora a Firenze. Qua insegna corsi di gioielleria a livello universitario, e parallelamente crea gioielli e collages, utilizzando pezzi vintage occasionali, come mappe italiane, lettere, foto, parti di orologio, pezzi di giocattoli, oggetti trovati, mobili e altri materiali, riproponendoli a nuova vita, e onorandone allo stesso tempo il valore e la storia. 

How would you describe your relationship with Florence?

Without any actual plans to relocate from San Francisco to Florence, I adopted the city as my own, slowly over the last 15 years. The city is full of immense beauty and history, but it isn’t a perfect city by any means. As with most expats that choose to settle here, there are daily life struggles, as well as challenges to become and remain successful, especially for contemporary artists and designers. Florence is my home, and I recently redesigned my apartment. I embrace the positive characteristics of the city and learn to accept the rest. By living here, I have been able to hone in on what I like to do and have met some very interesting people that have either traveled or lived here. Any time I leave and return, I can’t wait to see that cupola rising above the cityscape.

Which aspect of your work gives you the most satisfaction? 

In addition to my own projects, I am lucky to have a job in a creative and educational environment, using creative skills and having variable tasks. My artwork is also variable as far as medium, but it is mainly centered around jewelry design and fabrication. Trained in fine arts and design, I pull my resources and inspirations from an interdisciplinary vocabulary. Much of my work cross-references each other in the form of material and subject matter. I am most satisfied when this aesthetic connection is recognized, and when I am able to realize an idea and solve a design issue by making something with my hands. 20150103_003136e

How do you begin a project? Can you tell us about how a project takes shape?

I tend to get ideas that spark from things that I come across and collect, found objects that grab my attention for some reason. I might find a scrap of metal on the ground or a vintage watch, or a segment of a book while scouring through boxes in a junk shop or an antique market. I look for things that inspire me, and then I think, “What can I do with this? How can I transform it into something else that gives it a new life?”. It becomes a design challenge that I have posed to myself. I may research related imagery or text to add layers of meaning to the project, be it a piece of jewelry, a collage, or a design.

Aside from being an artist, you are also a teacher, you manage a gallery, you write a blog… Is it difficult to make your art a priority? 

Yes, it absolutely is. Much of what I do at my “job” is the same thing I would do for myself: learning/teaching/sharing ideas, promoting artists, designing graphic communication, and reading/writing about art and art events. Because of my work schedule, I find it very hard to juggle responsibilities and make concentrated time to work on my own creative projects. They unfortunately take second stage at this moment in my life, but the ultimate goal is to make more time to focus on and promote my own work.

How important is collaboration with other artists and creative people? What do you look for in a potential creative collaborator? 

I haven’t had much of an opportunity to collaborate with other artists and creative people. If we have the same goal such as selling work, I might want to collaborate with someone who does work in a completely different style than I do. If instead, we do a project in which we are actually working together to create something, I would want to collaborate with someone with aesthetic tastes similar to mine. I very much support the idea of doing group collaborations, for example where a photographer uses skills to document and promote designs, such as furniture in a design space or jewelry used on a model for a fashion designer’s work. In this way, everyone in each field gets promoted and each supports the other. 20150308_204244

What can we expect from you for Design Week?

The theme for this year’s Design Week is “Creative Cities.” This fits perfectly with the work that I do using maps and dealing with place/location. I will be showing map and architectural-related jewelry pieces as well as furniture and accessories with vintage map designs, using various techniques.

Are there any other plans or projects coming up that you want to share with the group?

I’m continuing an on-going jewelry project using vintage tintypes, and I am constantly searching for ways to make non-precious found objects into intimate objects worn on the body.

View more of Naomi’s work at www.art925.com, or on her blog at art925.wordpress.com.

 

  Come descriveresti il tuo rapporto con Firenze?
Nel corso degli ultimi 15 anni, e quindi molto lentamente, ho fatto la città sempre più mia, nonostante l’assenza di un vero e proprio piano iniziale, successivo al trasferimento da San Francisco a Firenze. La città è piena di bellezza e di storia ma, per come l’ho vista io io, non è perfetta. La maggior parte degli stranieri che scelgono di stabilirsi qui, devono affrontare le sfide giorno per giorno, e se provano ad avere o mantenere il successo, è ancora più dura, soprattutto per gli artisti e i designer contemporanei. Detto questo, però, Firenze resta la mia casa (di recente ho ridisegnato il mio appartamento) e di lei accolgo le caratteristiche positive imparando ad accettare il resto. Vivendo qui, ho avuto la possibilità di concentrarmi su ciò che mi piace fare. Ho incontrato delle persone molto interessanti che sono passate da Firenze o che hanno vissuto qui. Ogni volta che ritorno, dopo un viaggio ad esempio, non vedo l’ora di vedere la cupola che sovrasta il paesaggio urbano.
 muirhead-Home-sterling silver, plexiglass, resin, metallic pigment, liver of sulfur, 33x57cm, 2012
Qual’è l’aspetto del tuo lavoro che ti dà più soddisfazione?
Oltre ai miei progetti, ho la fortuna di lavorare in un ambiente creativo ed educativo, utilizzando quelle competenze artistiche per i compiti più vari. Anche la mia arte è variabile, ma si concentra principalmente dietro al disegno e alla fabbricazione di gioielli. Proveniente dalle Belle Arti e dal Design, estraggo le mie risorse e le mie ispirazioni da un vocabolario interdisciplinario, anche se gran parte del mio lavoro consta di riferimenti incrociati provenienti dalla materia e dal soggetto. Sono molto soddisfatta quando viene riconosciuta questa connessione estetica, soprattutto quando sono in grado di realizzare un’idea e risolvere un problema di progettazione, facendo qualcosa con le mie mani.
Come inizi un progetto? Raccontaci un po’ della nascita di un lavoro.
Io tendo ad avere idee che scintillano dalle cose che raccolgo, tipo oggetti trovati quotidianamente che prendono la mia attenzione per qualche motivo. Potrei trovare un pezzo di metallo per strada o un orologio vintage, ma anche uno stralcio di un libro mentre scavo fra le scatole di un negozio dell’usato o di un mercatino d’antiquariato. Cerco le cose che mi ispirano, e poi penso “Che cosa posso fare con questo? Come posso trasformarlo in qualcosa di diverso che gli dia una nuova vita?”. Diventa una sfida progettuale che pongo a me stessa. Cerco delle immagini correlate o un testo per aggiungere strati di significato al progetto, che sia un gioiello, un collage o un disegno.
Oltre a fare l’artista fai anche l’insegnante, gestisci una galleria, scrivi un blog… E’ difficile mantenere come priorità il tuo lavoro artistico?
Sì, assolutamente. Molto di quello che faccio nel mio lavoro è la stessa cosa che farei per me stessa: l’apprendimento, l’insegnamento, la condivisione delle idee, la promozione degli artisti, la progettazione della comunicazione grafica, ma anche leggere, scrivere di arte o organizzare eventi. A causa del mio programma di lavoro, trovo molto difficile destreggiarmi tra le responsabilità e il tempo da dedicare alla mia creatività, che purtroppo in questo momento è secondaria. Spero vivamente un giorno, e questo è l’obiettivo finale, di avere più tempo e concentrarmi al meglio, per promuovere il mio lavoro nella maniera più efficace possibile.
muirhead-casa-dolce-casa-spilla-pendente-argento-foto-resina-2014-muirhead
Per te quant’è importante la collaborazione con altri creativi o artisti? Cosa cerchi in un potenziale collaboratore creativo? 
Non ho avuto molte possibilità di collaborare con altri artisti e creativi. Se dovesse capitare, e quindi se dovessimo avere lo stesso obiettivo, come la vendita delle opere, potrei collaborare con qualcuno che lavora con uno stile completamente diverso dal mio. Se invece, facciamo un progetto in cui stiamo lavorando a qualcosa in comune, vorrei collaborare con qualcuno che ha i miei stessi gusti estetici. Per fare un esempio, quando un fotografo utilizza le sue competenze per documentare e promuovere dei disegni, come dei mobili in uno spazio di design, o dei gioielli utilizzati su un modello per il lavoro di un stilista, ecco quello è un modo che ritengo efficace per collaborare in gruppo. Di conseguenza, nel proprio campo, tutti sono promossi e ciascuno sostiene l’altro.
Cosa ci dobbiamo aspettare da te per la settimana di Design Week?
Il tema di questa edizione di Florence Design Week è “Creative Cities”, che si sposa perfettamente con il lavoro che faccio con le mappe e il concetto di “posto”. Mostrerò dei pezzi legati alle mappe e all’architettura, dalla gioielleria e i mobili, agli accessori fatti con le mappe vintage, usando tecniche varie.
Ci sono altri progetti o programmi per il futuro che vuoi condividere con il gruppo?
Sto lavorando su un progetto di gioielli in corso con ferrotipi d’epoca. Sono costantemente alla ricerca di oggetti trovati per strada, spesso non preziosi, per renderli oggetti intimi da indossare sul corpo.Naomi Muir headlogo

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