David Hartono

profilepicFor this series of Spotlight Interviews we’ll be introducing our Creative People in Florence/Florence Design Week Team!  Creative People in Florence is working with a fantastic group of talented designers and artists to produce an exciting series of events for Florence Design Week, from May 27-31 .  We can’t wait for you to see what they have in store! 

With Masters degree in Digital Media Design from Utrecht School of Arts, David Hartono is an award-winning artist-technologist with artistic and commercial experiences in Interactive Digital Media Design. He is currently leading a team of interactive developers at Unit9 in Florence, working on projects for worldwide clients such as BBC, Fendi, Mentos, and Toyota and has won many awards such as the Webby Awards and the Cannes Cyber Lion. He is also part of the audio-visual group Celluloid Jam as a live visual performer, creating visual projection, interactive installation, video and animation.

Laureato con un master in Digital Media Design alla Utrecht School of Arts, David Hartono è un artista-tecnologo pluripremiato, con esperienze artistiche e commerciali nel mondo dell’ Interactive Digital Media Design. Attualmente gestisce un team di interactive developers presso Unit9 a Firenze, dove sviluppa progetti in tutto il mondo con clienti come BBC, Fendi e Toyota vincendo premi come il Webby Awards e il Cannes Cyber Lion. Parallelamente fa parte anche del gruppo audio-visivo Celluloid Jam come visual performer, dove crea progetti visivi, istallazioni interattive, video e animazioni.

 

How would you describe your relationship with Florence?

As many have said, if Italy were Mona Lisa then Florence would be her smile. I’m attracted by the lifestyle, the beauty and the (perhaps invisible) chaos. In practical terms I tend to see Florence as a laboratory. I love it as a place to experiment and produce, but perhaps not as the best place to sell or exhibit your work–although this is improving!

You’re a bit of a design chameleon–you do a little of everything: programming, art, performance…did it come naturally to put all of these interests together?

Yep, every aspect comes naturally during the process of developing new project. Technology makes things more efficient, and gives me new media to work with. As an artist I’ve learned (and am still learning) how to express an idea and emotionally connect to the audience. I learn a lot about live improvisation and tempo from live performance. I’m thinking of doing some woodworking to help me better understand space–and to build myself a good chair for my back.

Which aspect of your work gives you the most satisfaction?

From my internal perspective, I love the process, especially when I manage to destroy and rebuild something of my own. It has taught me a lot about balance between strength and weakness of my work and of course, about patience! Besides that, it’s great when my work is able to spark some kind of thought, either negative or positive. It keeps me observant and sharp.

How do you begin a project? Can you tell us about how a piece takes shape?

Most of my projects come from the simple idea. The key question is, ‘what if?’. I like to imagine many things, filter everything through my imagination and then work to realize it. For example, for the Santo Spirito project I had the idea of people hanging from the facade after I had to keep telling people to “hang on” on during deadline days. It is very simple really.  Also being a programmer, people are always telling me their ideas!

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How important is collaboration with other artists and creative people?What do you look for in a potential creative collaborator?

It is very important, like the back and forth when playing squash or tennis. I love the feedback, the unpredictability and the fresh ideas that other artists have. I just want to meet people with the same level of open mindedness.

What can we expect from you for Design Week?

I’m working on an installation made from wooden structure and a projection. I have several ideas for identity based visuals, but I would like first to finish the wooden part and see what it feels like to be inside it.

Are there any other plans or projects coming up that you want to share with the group?
At the moment with my group Celluloid Jam, we are releasing our album and brand new audio-visual show.

To check out more of David’s work, www.davidhartono.com or Unit9.

Come descriveresti il tuo rapporto con Firenze?

Come hanno già detto in molti, se l’Italia fosse la Monnalisa, Firenze sarebbe il suo sorriso. Sono attratto dal suo stile di vita, dalla sua bellezza e dal caos (forse invisibile). In termini pratici vedo Firenze come un laboratorio, ma la amo come luogo per sperimentare e produrre, anche se non è il posto migliore per vendere o esibire il lavoro—ma questo sta cambiando!

Sei un po’ un cameleonte del design, fai un po’ di tutto: il programmatore, l’artista, il performer… ti è venuto naturale mettere insieme tutti questi interessi?

Sì, ogni aspetto viene naturale durante il processo di creazione di un nuovo progetto. La tecnologia rende le cose più efficienti e mi dà un nuovo strumento con cui lavorare. Come artista ho imparato (e sto ancora imparando) ad esprimere un’idea per avere una connessione emotiva con il pubblico, mentre dalla performance imparo molto dall’improvvisazione. Penso che lavorare il legno mi aiuterebbe a capire meglio lo spazio, anche perché potrei costruirmi una buona sedia per la mia schiena.

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Qual’è l’aspetto del tuo lavoro che ti dà più soddisfazione?

Personalmente amo il processo creativo, sopratutto quando lo gestisco, lo distruggo e lo riassemblo da solo. Questo mi aiuta molto a capire l’equilibrio tra la forza e la debolezza dei miei progetti, e ovviamente mi insegna la pazienza! Oltre a questo, è bello quando il mio lavoro fa scoccare una scintilla, sia per pensieri negativi che positivi. E’ ciò che mi rende un continuo osservatore.

Come inizi un nuovo progetto? Raccontaci un po’ della nascita di un lavoro artistico.

La maggior parte dei progetti partono dalla semplice domanda: “E se?”. Mi piace immaginare molte cose, filtrare tutto con l’immaginazione e poi lavorare per realizzarle. Per esempio per il progetto in Santo Spirito ho avuto l’idea di appendere le persone sulla facciata soltanto alla fine, nel giorno della scandenza del lavoro, ho dovuto letteralmente dire alle persone di attendere, che in inglese si dice “hang on”. E’ molto semplice in realtà. Essendo anche un programmatore, le persone mi raccontano le loro idee di continuo!

Per te quant’è importante la collaborazione con altri creativi o artisti? Cosa cerchi in un potenziale collaboratore creativo?

E’ molto importante, è come un botta e risposta quando si gioca a squash o a tennis. Mi piace ricevere dei feedback, e vedere quanto le idee degli altri artisti sono imprevedibili e fresche. Voglio sempre conoscere persone con la mia stessa apertura mentale.

Cosa ci dobbiamo aspettare da te per la settimana di Design Week?

Sto lavorando ad un’istallazione fatta con una struttura di legno e una proiezione. Ho diverse idee sull’aspetto visivo legato al concetto di identità, ma vorrei prima vedere la struttura in legno finita e sentire come è l’effetto dall’interno.

Ci sono altri progetti o programmi per il futuro che vorresti condividere con il gruppo?

Al momento con il mio gruppo Celluloid Jam stiamo realizzando il nostro album e un nuovo spettacolo audio-visivo.

Per sapere di più, visita www.davidhartono.com o Unit9.

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